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27.11.2025  |  Aggiornamenti

Cure palliative in Lombardia: un bisogno ancora in parte sommerso

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In Lombardia, come nel resto d’Italia, il bisogno di cure palliative continua a crescere e non sempre viene intercettato in tempo. Il Report Cure Palliative 2024 dell’ATS Città Metropolitana di Milano aiuta a capire meglio cosa sta accadendo in uno dei territori più popolosi della Regione – oltre 3,4 milioni di abitanti – e quale ruolo hanno gli erogatori nel garantire percorsi di cura appropriati alla fine della vita.

Dentro questo quadro, VIDAS si conferma un attore centrale: primo erogatore di cure palliative nel territorio dell’ATS Città Metropolitana di Milano per volume di prese in carico domiciliari e per numero di ricoveri in hospice, e tra i principali punti di riferimento regionali per l’assistenza continuativa a persone con malattie inguaribili.

Un bisogno che cresce, non solo in oncologia 

Nel 2024, la Rete delle cure palliative dell’ATS Milano ha preso in carico 10.779 persone, confermando un trend in crescita rispetto agli anni precedenti. Un dato che si inserisce in un contesto nazionale complesso: in Italia si stima che oltre 540.000 persone avrebbero bisogno di cure palliative ogni anno, ma solo 1 su 4 vi accede davvero.  

L’analisi di ATS Milano conferma che il bisogno è ancora in parte sommerso: solo il 45,3% delle persone che potenzialmente potrebbero usufruire di un percorso palliativo viene effettivamente intercettato dalla rete locale. La copertura è più alta per i pazienti oncologici (circa il 70%), mentre scende in modo significativo per le malattie croniche non oncologiche – in particolare patologie neurologiche, cardiovascolari, respiratorie e demenze.  

Sono proprio queste condizioni – spesso caratterizzate da un decorso lungo, progressivo e frammentato tra diversi servizi – a rischiare di arrivare tardi, o non arrivare affatto, alle cure palliative. 

Dove e come si muore. Cosa dicono i dati sul fine vita 

Il report ATS offre anche uno sguardo concreto sul fine vita. Tra le persone seguite con un servizio di cure palliative domiciliari, il 97,3% muore nella propria abitazione, mentre il 2,5% muore in ospedale, una quota in leggero aumento rispetto al 2023.  

Dietro queste percentuali c’è una domanda cruciale: quanto presto arrivano le cure palliative? 

Dai dati 2024 emerge che una quota non trascurabile di pazienti viene presa in carico molto tardi: nell’assistenza domiciliare il 7,1% muore entro due giorni dall’ingresso, in hospice la percentuale sale all’11,9%.  

Sono numeri che confermano la necessità – ribadita anche dagli indirizzi di programmazione regionali per il 2025 – di intercettare il bisogno palliativo in fase più precoce, di rafforzare i collegamenti tra ospedale, territorio e reti di cure palliative, e di utilizzare in modo strutturato strumenti di segnalazione precoce.  

VIDAS è il primo erogatore nell’ATS Milano  

All’interno di questa rete, VIDAS ha un ruolo centrale. Il report ATS evidenzia che VIDAS è l’Unità di Offerta con il numero più alto di prese in carico domiciliari in tutto il territorio dell’ATS Città Metropolitana di Milano, accreditata su quasi tutti i distretti. 

Nel 2024, infatti, VIDAS ha seguito con un servizio di cure palliative domiciliari 1.492 prese in carico, il volume più alto tra le 31 unità di offerta attive. E ha erogato 78.344 giornate di assistenza domiciliare, con un incremento del 43,7% rispetto al 2023, contribuendo in modo determinante alla crescita complessiva delle giornate di cura in ATS (+44,3%). 

Anche sul versante residenziale, l’hospice Casa VIDAS si colloca al primo posto per numero di ricoveri: 397 nel 2024, davanti agli hospice delle ASST Niguarda e Sacco.  

Questi volumi non sono solo grandezza quantitativa: indicano la capacità di garantire percorsi di cura multiprofessionali e continuativi, a domicilio e in hospice, su un’area molto vasta della Lombardia.  

L’aumento delle giornate di assistenza domiciliare, in particolare, va nella direzione indicata dalle politiche sanitarie regionali e nazionali: rafforzare le cure nel luogo di vita delle persone, riducendo ricoveri e accessi impropri al Pronto soccorso. 

“L’aumento delle giornate di assistenza testimonia il cambiamento in atto anche nell’ambito delle cure palliative,” spiega Giada Lonati, medico e direttrice sociosanitaria di VIDAS. “Accanto al paziente oncologico, emerge una nuova tipologia di soggetti bisognosi del nostro intervento: si tratta di malati cronici con patologie evolutive e di persone con demenza. A loro deve guardare il futuro della cura, a domicilio e in ambito residenziale, attraverso lo sviluppo di uno sguardo inclusivo, di nuove competenze tecniche e mediante la realizzazione di nuove équipe maggiormente integrate con gli specialisti invianti. Questa è la sfida che ci aspetta nel futuro.”  

Una sfida collegata strettamente al cambiamento della società nel suo complesso, come spiega Lonati: “è un aumento della domanda che ci impone la transizione sociale – con famiglie monocomponenti che a Milano rappresentano ormai oltre il 50% – e che sollecita la strutturazione di nuovi modelli di cura”. 

E i bambini? Il nodo delle cure palliative pediatriche 

Se in ambito adulto la copertura è ancora parziale, in pediatria il divario è ancora più evidente. A livello nazionale, si stima che circa 35.000 minori e adolescenti avrebbero bisogno di cure palliative, ma solo 1 su 5 accede ai servizi dedicati.  

Il Report ATS descrive il contributo degli hospice pediatrici e delle unità dedicate. Per quanto riguarda VIDAS, Casa Sollievo Bimbi – primo hospice pediatrico della Lombardia, attivo dal 2019 – è oggi un punto di riferimento regionale per i minori con malattie inguaribili e bisogni complessi.  

Nel 2024, l’équipe di cure palliative pediatriche VIDAS ha seguito 88 ricoveri di piccoli pazienti nell’hospice Casa Sollievo Bimbi ed erogato 1.455 giornate di assistenza.  

Numeri che, pur riferendosi allo specifico territorio dell’ATS Milano, si inseriscono in un bisogno pediatrico regionale e nazionale ancora poco coperto: circa i 2/3 dei pazienti che accedono Casa Sollievo Bimbi, infatti, non risiedono nella provincia di Milano. La presenza di un hospice pediatrico e di un’équipe domiciliare dedicata consente di costruire percorsi integrati tra ospedale e territorio, con un respiro che va oltre la zona standard di residenza, lavorando insieme ai genitori sulla gestione della complessità clinica e assistenziale e sul sollievo del carico di cura. 

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Una rete in evoluzione: prospettive per la Lombardia 

Il DM 77/2023 e il Piano di potenziamento della Rete di cure palliative della Regione Lombardia prevedono nei prossimi anni il rafforzamento degli ambulatori territoriali di cure palliative, l’integrazione strutturata con la Centrale Operativa Territoriale e le Case di Comunità, lo sviluppo di percorsi di identificazione precoce del bisogno palliativo e una maggiore integrazione tra Rete Cure Palliative ed emergenza-urgenza. 

In questo scenario, il ruolo di VIDAS – tra i protagonisti regionali nell’assistenza sia a pazienti adulti sia pediatrici – è quello di mettere a disposizione la propria esperienza in cure domiciliari, hospice per adulti e minori, integrazione con gli ospedali, sostegno alle famiglie e ai caregiver lungo tutto il percorso di malattia. 

L’obiettivo condiviso è chiaro: fare in modo che, almeno nella nostra Regione, sempre più persone – adulti e minori – possano accedere per tempo alle cure palliative di cui hanno bisogno, nel luogo più adatto per loro, con un accompagnamento competente e umano fino alla fine. 

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