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01.10.2013  |  Volontari

L. era entusiasta della vita

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Lui è sempre il nostro volontario Valentino, affamato di vita, di moto e di nutella. Ci diciamo sempre che se ne avessimo un altro così, noi le tre grazie dei volontari (Monica, Federica e Roberta) finiremmo alla neuro!!!
Qui ci racconta di L., una signora speciale come sono speciali tutti i nostri pazienti.

Parlare di L. in poche parole non è possibile, per raccontare gli ultimi mesi passati con lei ci vorrebbe almeno un capitolo di un libro, tanti i ricordi, i momenti felici, tristi, ma anche spensierati passati insieme, ma è una società che corre la nostra, non si ferma mai a riflettere e pretende sempre di capire tutto con un SMS o due righe, perfino con parole ridotte a semplici sigle! Io sono di un altro tempo, sono una persona che da uno sguardo o da una parola di un assistito riceve spesso emozioni molto intense e le emozioni non possono essere trasmesse racchiudendole in un trafiletto, come un articolo di cronaca di un quotidiano. In hospice il tempo acquista un altro valore, cose, gesti, dialoghi non hanno una unità di misura, ciò che fuori sembra inutile , una perdita di tempo, qui assume un valore differente, è una delle prime cose che mi hanno detto al corso di preparazione al volontariato e ho constatato che è proprio così.

Ma si sa fuori di qui non c’è tempo, e allora si cerca di fare anche quello che è al di fuori delle nostre possibilità e da questa realtà, perché chi legge “sfoglia”, mentre per leggere, capire e soprattutto sentire, bisogna riflettere su ogni parola, perché ogni singola parola racconta la realtà vissuta.

Allora cosa dire di L.? Guardare le foto potrebbe bastare, era entusiasta della vita, vedeva sempre il lato positivo delle cose, sempre pronta a vivere i sogni che aveva ancora nel cassetto, farsi un giro in moto era solo uno dei tanti, forse sembrava ai più impossibile, ma non a lei! Però anche solo prendere un aperitivo in un bel bar del centro di Milano o semplicemente passeggiare in via Manzoni era vissuto come un momento di felicità e il suo entusiasmo te lo trasmetteva in ogni suo gesto e sguardo, un vero “spasso” stare insieme a lei. Ho passato così gli ultimi tre mesi insieme, uno o due giorni ogni settimana, non molto, ma eravamo comunque sempre in comunicazione e in tutti i casi sapeva che per lei qualcuno c’era sempre. Dovrei ora raccontarvi tutte le situazioni vissute, ma non basterebbe qualche pagina e quindi non lo farò di certo, ma c’è un pensiero che lei spesso mi ripeteva a voce bassissima, ansimando e che La rappresenta meglio di qualsiasi racconto che io potrei fare:

«Vedi Valentino, io mi sono presa questo male, brutto!!!, la voce non mi viene proprio su e non sto sempre “bene”, spesso mi manca il respiro, però se non mi fossi ammalata, non ci saremmo conosciuti e io non avrei fatto tutte le cose belle che stiamo facendo insieme…. Giusto?»

Certo L. è proprio così!

Non so a voi, ma a me sembra ancora incredibile che una persona arrivi a pensare in questo modo, ma L. era così, positiva in tutto!

Dire eccezionale è poco, dire che ci ha dato un grande insegnamento è l’unica verità su cui riflettere e pensare che non sia solo una perdita di tempo un articolo un po’ più lungo.

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