Monica è stata volontaria in Casa VIDAS, l’hospice per adulti di VIDAS, per circa tre anni. Arriva qui dopo aver vissuto da vicino un’esperienza di assistenza familiare. Il suo primo passo nasce da un senso profondo di restituzione: il desiderio di dare indietro qualcosa dopo aver ricevuto supporto in un momento complesso.
Ma durante il percorso di formazione e nei primi momenti di volontariato, qualcosa cambia. “Mi sono resa conto che non ero lì per una persona, ma per qualcosa di più grande: far parte di una comunità che accoglie e che sa esserci nel momento più difficile.”
In VIDAS, infatti, il volontariato è parte integrante dell’assistenza: i volontari collaborano con l’équipe sociosanitaria e affiancano pazienti e familiari offrendo ascolto, presenza e supporto nella quotidianità. ne in modo più paziente e profondo. E poi ti cambia fuori da VIDAS: ti fa apprezzare le cose quotidiane, ti dà prospettiva. Esco dai turni stanca, ma piena: è una stanchezza che sa di soddisfazione”.
Chi immagina l’hospice spesso pensa a qualcosa di distante, difficile da affrontare. Anche Monica, all’inizio, si pone le stesse domande: come si sta accanto al dolore? Come si affronta la sofferenza?
Poi scopre che la risposta è più semplice di quanto sembri: “Prima ancora delle grandi domande, ti rendi conto che il tuo contributo passa da cose piccolissime.” Un bicchiere d’acqua offerto al momento giusto, un cuscino sistemato per facilitare la respirazione.
“Ad esempio, operando all’interno di Casa VIDAS, nell’hospice adulti, arrivi dall’esterno: dalla strada, dal lavoro, dalla tua giornata. Porti con te il freddo sulle mani, un odore diverso, un pezzo di mondo fuori. E questo basta a generare domande e curiosità nei pazienti: “Com’è fuori? Fa freddo? È cambiata la stagione?”. Sono dettagli piccoli, ma fanno la differenza.”
Sono gesti quotidiani, ma hanno un valore profondo perché riportano normalità in un momento in cui tutto sembra sospeso: “Davanti a te non c’è un paziente, c’è una persona.”

Il ruolo del volontario non riguarda l’intervento sulle terapie, ma la creazione di uno spazio umano in cui chi è assistito può raccontarsi, condividere ricordi, paure, o semplicemente stare in silenzio e condividere un momento insieme. È un incontro tra persone, senza mediazioni.
Ricorda un’esperienza che le è rimasta nel cuore: “Un paziente giovane che aveva scelto di avere accanto solo la madre, non voleva altri contatti. Nell’ultimo periodo era molto agitato, in uno stato di coscienza alterata. Un giorno sono entrata nella sua stanza: non era in grado di interagire, ma ho sentito che potevo comunque esserci per lui. Gli ho preso la mano e ho iniziato a cantargli una ninna nanna, lui mi ha regalato una lacrima. Questo è ciò che facciamo.”
In VIDAS i volontari sono una componente fondamentale: ogni anno dedicano il loro tempo a fianco delle équipe, contribuendo concretamente alla qualità dell’assistenza. È una relazione che si costruisce nel presente, momento dopo momento, con una consapevolezza forte: esserci, qui e ora, fa la differenza.
Diventare volontario VIDAS significa entrare a far parte di una comunità preparata e consapevole. A seconda del ruolo che si vuole ricoprire, è possibile scegliere tra due tipologie: volontariato in assistenza e volontariato in promozione.
Il percorso prevede una selezione e una formazione strutturata: se sei interessato a diventare volontario VIDAS, compila il form e indica la tipologia desiderata tra assistenza e promozione. I volontari VIDAS si distinguono in due tipologie, a seconda del ruolo che ricoprono all’interno dell’Associazione: ci sono i volontari in assistenza e i volontari in promozione.
VIDAS può contare su 391 volontari attivi tra ambito assistenziale e ambito di promozione e raccolta fondi. I volontari sono da sempre una delle colonne portanti di VIDAS e grazie alle quasi 7000 ore di disponibilità all’anno offrono un aiuto preziosissimo alle nostre équipe multidisciplinari e all’area Eventi. Grazie!
