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30.06.2026  |  Approfondimenti

Ricovero in hospice: requisiti, accesso e cosa aspettarsi

Chi può accedere al ricovero in hospice? Scopri i requisiti clinici, le modalità di accesso e cosa aspettarsi dalla degenza in cure palliative.

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Ricovero in hospice: requisiti, accesso e cosa aspettarsi

Quando una malattia inguaribile entra nella vita di una persona e di una famiglia, cambiano priorità e bisogni. Si incontrano inevitabilmente nuove sfide ed esigenze, e si impara ad affrontare fragilità mai incontrate prima. In questo percorso, il senso di responsabilità può convivere con uno stato di preoccupazione, che si intensifica man mano che le condizioni di salute della persona malata cambiano, rendendo sempre più complicato offrire un’assistenza mirata.
Per chi si prende cura di una persona malata, riconoscere di avere bisogno di supporto non significa sminuire quanto fatto fino a quel momento a casa, ma accettare la possibilità di condividere il percorso di cura assieme a figure professionali e competenti.
Per questo esistono gli hospice, come Casa VIDAS e Casa Sollievo Bimbi: spazi sicuri e accoglienti dove la persona malata può essere accompagnata con competenza, calore e rispetto.
In questo articolo proviamo a capire insieme chi può accedere all’hospice, quali sono i requisiti, come si sviluppa, passo dopo passo, questo percorso e cosa significa essere accolti in Casa VIDAS o Casa Sollievo Bimbi.

Cos’è l’hospice e quando è indicato

L’hospice è una struttura socio-sanitaria residenziale dedicata alle cure palliative: non si tratta di una casa di riposo o di una residenza sanitaria (RSA), ma di un servizio di degenza rivolto alle persone affette da malattie inguaribili, siano esse bambini, adulti o anziani, che non possono più essere seguite a casa o in ospedale.

Sebbene le cure palliative a domicilio e in hospice siano due percorsi di cura differenti e il domicilio rimanga il luogo privilegiato in cui offrirle, circondati dai propri affetti, vi sono momenti in cui l’assistenza domiciliare diventa difficile da sostenere o non è proprio possibile. Oltre all’aggravarsi delle condizioni cliniche della persona malata, entrano spesso in gioco fattori sociali, pratici e psicologici come, ad esempio, la mancanza di un o una caregiver o la presenza di familiari a loro volta anziani e fragili, un’abitazione che non permette una movimentazione sicura, difficoltà economiche, la sensazione di non sentirsi emotivamente pronti ad affrontare la malattia tra le mura domestiche. L’hospice nasce per intervenire in tutte queste situazioni, alleggerendo le famiglie, almeno in parte, dalla gestione dell’assistenza quotidiana e continuativa.

Ricovero in Hospice: cos'è l'hospice e quando è indicato

Chi può essere ricoverato in hospice: i requisiti

L’accesso all’hospice è destinato a chiunque stia affrontando una malattia inguaribile di qualsiasi natura, ad esempio neurologica, cardiologica, respiratoria, renale o degenerativa.
In linea con quanto stabilito dalla normativa italiana (la Legge 38/2010) e sulla base dei criteri clinici di appropriatezza, il ricovero in hospice si basa su alcuni requisiti fondamentali:

Chi decide e come si richiede il ricovero in hospice

L’individuazione della modalità assistenziale più adeguata nasce da una valutazione della situazione clinica, assistenziale e familiare della persona malata. Il ricovero in hospice può essere proposto dal medico di medicina generale, dal medico ospedaliero, dallo specialista o dell’équipe di cure palliative che ha già in carico la persona, ma può partire anche da una richiesta della famiglia o del caregiver che prende contatto con un soggetto erogatore della rete di cure palliative.

Quando una persona è già assistita a domicilio da noi di VIDAS, questo passaggio avviene in modo ancora più fluido: la nostra équipe, conoscendo già il quadro clinico di chi vive la malattia, può confrontarsi direttamente con i colleghi dell’hospice e coordinare il trasferimento, sollevando la famiglia da ulteriori aspetti pratici e organizzativi.

Se la richiesta ci arriva invece dall’esterno, è necessario trasmettere ai nostri operatori una documentazione clinica aggiornata, utile a comprendere diagnosi, evoluzione della malattia, i sintomi presenti, le terapie in corso, il livello di autonomia e l’assistenza già attiva. Nei casi di maggiore fragilità, si recano a domicilio della persona malata: un momento di incontro prezioso per ascoltare le esigenze della famiglia e valutare insieme se l’hospice sia, in quel momento, la scelta più indicata e rassicurante per tutti.

Nella valutazione, per noi di VIDAS è fondamentale considerare dove si trova la persona: per la nostra esperienza chi è a casa sperimenta una vulnerabilità maggiore rispetto a chi è ricoverato in ospedale, dove il supporto medico è garantito giorno e notte, ed è per questo che diamo precedenza alle situazioni domestiche più complesse. Qualora non ci sia immediata disponibilità nei nostri hospice, spesso suggeriamo ai pazienti ospedalieri di presentare la domanda anche ad altre strutture, così da ampliare le possibilità di accoglienza. Chi decide e come si richiede il ricovero in hospice

Quanto dura il ricovero in hospice

Non c’è alcuna durata fissa o un limite di giorni stabilito, il ricovero può durare pochi giorni, alcune settimane fino ad estendersi a periodi anche più prolungati. La permanenza in hospice è flessibile e viene rimodulata costantemente  in base al decorso della malattia, ai bisogni clinici e assistenziali della persona e agli obiettivi del progetto di cura. 

Il ricovero può servire ad accompagnare la persona nel fine vita, quando il domicilio o l’ospedale non sono più il contesto più adeguato; può essere necessario per controllare il dolore o altri sintomi difficili da gestire a casa, per monitorare una situazione clinica complessa, per riadeguare una terapia o per stabilizzare il quadro assistenziale. 

Accanto a questo esiste il ricovero di sollievo, chiamato anche respite care: lo scopo principale è offrire un periodo di riposo programmato alla famiglia o ai caregiver, spesso affaticati sia fisicamente sia psicologicamente dalla terapia di cura. Si tratta di un aiuto a tempo determinato, pensato proprio per proteggere l’equilibrio del nucleo familiare in vista del successivo rientro a casa dei pazienti.

Abbiamo infine i ricoveri ponte o bridge, ideati per assicurare la continuità dell’assistenza nel delicato passaggio tra le dimissioni dall’ospedale e il ritorno a domicilio, dando così modo ai familiari di organizzare con calma gli spazi domestici e reperire eventuali dispositivi medici.

La durata del ricovero dipende quindi dal bisogno reale della persona e della famiglia. In alcuni casi il percorso si conclude con il rientro a domicilio, eventualmente con il supporto dell’assistenza domiciliare; in altri, la permanenza prosegue perché l’hospice resta il contesto più adeguato per garantire cura, protezione e continuità assistenziale. 

Una persona malata ricoverata in hospice può migliorare?

La risposta è sì, se per migliorare intendiamo avere sollievo dal dolore e recuperare una migliore qualità di vita nel tempo che resta,, anche con una malattia complessa e inguaribile.

Le cure palliative non hanno infatti come obiettivo la guarigione, ma migliorare la qualità di vita della persona malata. Questo significa alleviare il dolore, contenere i sintomi che possono rendere più faticose le giornate, come la difficoltà a respirare, la nausea o la stanchezza, e favorire un senso di benessere, rispettando i tempi, i desideri e l’individualità di ciascuno.

Il ricovero in hospice è a pagamento?

Un dubbio che può emergere, in un momento già così delicato, riguarda i costi della struttura. In Italia il ricovero in un hospice è completamente gratuito per i pazienti: le prestazioni e la degenza sono interamente finanziate dal sistema sanitario regionale, che garantisce l’accesso a queste strutture senza alcuna spesa a carico del cittadino. A tutelare questo diritto è sempre la Legge 38/2010, il punto di riferimento normativo nel nostro Paese, che riconosce le cure palliative e la terapia del dolore come parte integrante dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questa legge assicura a ogni persona il diritto di ricevere un’assistenza dignitosa, qualificata e gratuita, sia all’interno delle strutture dedicate sia a domicilio.

La degenza in hospice a Milano con VIDAS

Dal 2006, Casa VIDAS apre le sue porte alle persone con malattie inguaribili che necessitano di cure palliative. Accanto a questo percorso, dal 2019 Casa Sollievo Bimbi accoglie neonati, bambini e minori che soffrono di gravi malattie senza possibilità di guarigione, offrendo loro cure palliative pediatriche in un ambiente pensato per loro e per le loro famiglie.

La degenza in entrambi gli hospice è sempre gratuita per il paziente e per la sua famiglia. Questo è possibile grazie a un modello che unisce l’accreditamento con il sistema sanitario e il sostegno dei donatori.

Se desideri maggiori informazioni sui nostri hospice, sui criteri di accesso e sui servizi, visita la pagina dedicata alla degenza in Casa VIDAS e degenza in Casa Sollievo Bimbi.

La degenza in hospice a Milano con VIDAS

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