
Ad Angelo Ettore, classe 1946, piace definirsi un milanese doc: è nato a Milano, nella casa di ringhiera dove vive da sempre, dove ha cresciuto da solo sua figlia Simona e dove ha voluto a tutti i costi tornare, dopo il ricovero in ospedale.
Da qualche mese è Simona a prendersi cura di lui, come caregiver, ed è stata lei a contattare VIDAS quando Angelo ha iniziato a perdere funzionalità, cadere frequentemente ed aver bisogno di assistenza a domicilio.
La velocità nell’attivazione dell’assistenza è ciò che Simona racconta come prima esperienza vissuta con VIDAS “nel giro di due o tre giorni, dopo aver mandato un certificato del medico di base per descrivere la situazione di papà e i documenti delle visite, il servizio è stato attivato.”
Ma ad entrare nella loro casa sono state soprattutto l’empatia, la cura, l’attenzione della dottoressa Francesca e dell’infermiera Laura, che seguono Angelo sin dal primo giorno, con un’assistenza a domicilio che non li ha più fatti sentire soli.
Le loro visite sono per Angelo un appuntamento particolarmente atteso: lui conta i giorni e fa del suo meglio per stare su, anche per loro.
“Sia la dottoressa che l’infermiera sono davvero speciali” racconta Angelo “sanno trattare con le persone, sanno spiegare le cose, ti calmano e di conseguenza ti fanno stare meglio. Alla dottoressa Francesca l’ho detto subito: “Lei è una persona che mi piace!”. Anche l’infermiera, Laura, è bravissima. Sono proprio brave, tutte e due.”
Durante il ricovero in ospedale Angelo si è molto indebolito. Le sue condizioni fisiche lo hanno gradualmente costretto a trascorrere sempre più tempo a letto, tanto da rendere il letto articolato antidecubito uno dei primi ausili ricevuti in dotazione da VIDAS.
Angelo, con un sorriso ricco di dolcezza e gratitudine, si schermisce così: “rimanere in un letto per più di tre mesi non è bello, è piuttosto dura, non mi era mai successo, sono sempre stato uno indipendente, abituato a fare e brigare! Questo letto però è diventato una specie di fratello gemello, un vero alleato.”
Il letto è stato consegnato in casa circa 15-20 giorni dopo il primo contatto con VIDAS, appena la dottoressa e l’infermiera hanno ritenuto opportuno richiederlo.
Angelo ha detto sin da subito di voler recuperare un po’ di autonomia.

E questo, in parte, è quanto è accaduto con l’arrivo del letto: mangiare, guardare la TV, aggiustare la propria postura grazie al telecomando, sono tutte azioni che Angelo ora può gestire da solo, senza dover chiedere aiuto.
“Prima, nel letto che ho di là in camera, era tutto più complicato, anche solo mangiare: usavo cuscini per tenermi sollevato. Ora con il tavolino adatto al letto e il movimento elettrico regolabile è tutto più semplice. Lo gestisco da solo con il telecomando: regolo l’altezza e l’inclinazione in base a come mi sento. Non posso ballare, ma va abbastanza bene! Non posso proprio lamentarmi. “
Angelo e Simona hanno scelto di posizionare il letto di fronte alla finestra che affaccia sul cortile interno e sul grande albero, che negli anni ha segnato il trascorrere delle stagioni e che oggi accompagna Angelo nelle sue giornate, in casa.
Prima di salutarci, Angelo cerca lo sguardo di sua figlia e chiede di lasciarci il suo ringraziamento per lei. Simona è quanto di più prezioso lui abbia e sa che la malattia l’affronteranno insieme, come dice Angelo “prendendo le cose come arrivano, al meglio che si può, almeno per oggi”.