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13.02.2015  |  Volontari

Una bella lezione di vita

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È vero, cara Gigliola, noi tre grazie dei volontari temevamo un po’ per te… Ma che grande lezione di maturità e consapevolezza ci hai dato. Fa parte del nostro lavoro essere attente ai vissuti degli aspiranti volontari, la selezione è lunga e come dicono i miei figli “mamma ma come siete cattive con queste persone che chiedono solo di aiutare”. Dobbiamo stare attente che nessuno si faccia del male o inconsciamente faccia del male ad altri. Utilizziamo colloqui, pareri degli psicologi ma anche una sorta di sesto senso che di spesso ci accomuna. Così è stato con Gigliola ed abbiamo guadagnato una presenza sensibile e solare ogni martedì mattina.

Ho iniziato lo scorso anno questa che definisco un’avventura.
Nonostante “qualcuno” cercasse di dissuadermi per paura che mi facessi del male (visti i miei trascorsi piuttosto intensi) la mia scelta era matura.
Determinata sì però i piedi erano di piombo, le paure tante. Infatti inizialmente mi ero offerta come autista, poi il caso ha voluto che di autisti ce ne fossero in esubero ed ho iniziato in Hospice.
In punta di piedi e con l’aiuto della mia tutor ho così iniziato a muovermi in questo mondo speciale, non senza un po’ di timore soprattutto di dire o fare le cose sbagliate.
“Occhi e orecchie grandi e bocca piccola” consentono veramente di percepire sensazioni che poi aiutano a comportarsi di conseguenza.

Immagine di Simon Bourgeois da Pinterest

Immagine di Simon Bourgeois da Pinterest

L’istinto ed il buon senso, ecco cosa posso dire che siano per me le linee guida.
Anche quando entro in una stanza e mi sembra di poter fare poco o niente un sorriso ricambiato è già un segnale di aver fatto un po’, a volte moltissimo!
Tutte queste persone, spesso anziane, sono ricche di vissuto e di esperienze, ognuna con il proprio carattere; c’è chi parla poco o magari solo con gli occhi o stringendo la mano e chi invece è più loquace come per esempio la signora Carla, che voglio ricordare con degli appunti che mi ero presa a suo tempo:

Donnina minuta risucchiata dagli anni e dalla malattia ma presente, con la testa che va a mille.
Pensa a tutto: alla parrucca che ha a casa e che metterà (in ospedale no, non è pratica e poco igienica – e poi magari mi prendo anche quella di capelli veri…) alle spese da pagare “gli altri non pagano e allora tocca a me… eh, no, adesso aspettano!”…“Non mi ricordo le cose, dalla testa alla bocca ci mettono un po’… dunque… prima ero alla clinica…. qual’è il santo di Milano? Ecco, la clinica S. Ambrogio!”.

Con il grande dolore nel cuore di aver perso solo lo scorso anno la figlia malata di cancro è consapevole di essere in dirittura d’arrivo “non so se arrivo a Natale – Certo che il cancro non perdona, non sono ancora riusciti a trovare una cura definitiva per questa malattia. Il Salk e il Sabin sono stati dei geni a trovare il vaccino antipolio, oggi i giovani vanno all’estero invece di fare ricerca qua… – alla mia età magari tiro avanti di più, mah… chissà com’è di là… come si farà a trovarsi con le persone care con tutta la gente che ci sarà? Mia nipote mi ha detto: quando sarà, nonna, dì alla mamma quando la incontrerai che le voglio un mondo di bene…”

Un accenno di lacrima e subito si riprende… il dolore è un fatto privato… “qui sto troppo bene, sono tutti bravi e professionali, a casa non ci voglio tornare! Non sentivo i sapori e mi passava la voglia di mangiare… è venuto un medico (anche carino, a dire il vero) mi ha detto “tiri fuori la lingua”, mi ha dato una medicina e nel giro di poco ho potuto gustare quel che mangiavo; mi piacerebbe riprovare il gorgonzola che mi piace tanto!”
E poi sempre davanti all’obiettivo insieme a Moka, Toffy e Puccio (i cani della pet terapy) : ormai la camera è tappezzata di foto!

Insomma, era lei a tenere banco, a esternare e risolversi le sue paure, a godere di ogni istante e di ogni piccola cosa sapendo di avere poco tempo, forse rasserenata dal fatto che alla peggio avrebbe raggiunto la figlia.

Una bella lezione di vita, così come quella regalatami da una persona cara che mi disse (io l’ho fatta mia e me lo ripeto spesso):
il passato è passato
il futuro è sconosciuto
VIVI IL PRESENTE, ogni attimo sprecato è già passato!

 

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