Antonella è una donna non più giovane, ma di una bellezza radiosa, che ha amato immensamente il marito Sergio, vent’anni più di lei, designer e architetto, morto nel febbraio 2024 dopo una malattia durata pochi mesi. Si commuove raccontando l’eclettismo e la natura solare di un uomo che, a novant’anni, possedeva ancora la grazia e la sensibilità coinvolgente del bambino che era stato.
VIDAS è stata prima assistenza a domicilio e, nell’ultima manciata di giorni, anche degenza in hospice. Antonella ricorda la delicatezza con cui gli operatori hanno proposto il ricovero a un uomo allo stremo delle forze e a lei, provata dall’assistenza 24 ore su 24, conscia di aver bisogno di riposo dopo l’ennesima veglia notturna.
Casa VIDAS è stata per loro un rifugio, confortevole e accogliente, dove affidarsi con serenità alle attenzioni e alla competenza degli operatori.
Donatrice regolare da oltre vent’anni, dopo la morte di Sergio Antonella ha scelto di esprimere la sua riconoscenza con un gesto ulteriore, destinando una donazione a due progetti legati all’attività pediatrica.
«Ho contribuito dove c’era bisogno in quel momento. Quello che sento per VIDAS è che l’opera che viene compiuta esprime un concetto di civiltà in cui mi riconosco: voglio pensare che si misuri anche sul modo in cui viene accolta e curata la sofferenza inguaribile.
Negli anni Novanta, mio padre, malato terminale di cancro, non ha potuto ricevere le cure palliative, di cui ho potuto vedere l’efficacia e il valore. Hanno permesso al mio adorato Sergio, che si “buttava nella vita”, come ha detto una volta uno dei suoi figli, di conservare fino all’ultimo la sua vitalità. È stato un regalo straordinario.
E io posso solo contraccambiare, contribuendo con la mia gratitudine a sostenere, come posso, una missione profondamente umana».