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24.08.2026  |  Caregivers

Igiene del cavo orale della persona allettata: guida pratica per caregiver e OSS

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La pulizia del cavo orale è un gesto semplice, che si apprende fin dall’infanzia e che si ripete ogni giorno. Quando una persona affronta una malattia inguaribile che la costringe a letto e perde, in parte o del tutto, la propria autonomia, questo semplice gesto . richiede l’attenzione e la cura di chi le è accanto.
Per il o la caregiver, o semplicemente per chi si prende cura di una persona malata che non può alzarsi dal letto, è un atto di attenzione, vicinanza e rispetto, capace di donare sollievo, prevenire fastidi e preservare il benessere e la dignità.
In questa guida, realizzata in collaborazione con Nadia Tosi, infermiera dell’équipe VIDAS, ti spieghiamo passo dopo passo come eseguire una corretta igiene del cavo orale a seconda del livello di autonomia del o della paziente, quali sono gli strumenti e i materiali necessari e quali le procedure da seguire. 

Perché l’igiene del cavo orale è fondamentale per la persona allettata

Chi assiste una persona malata in casa  può chiedersi se sia necessario occuparsi dell’igiene del cavo orale anche quando la persona non è autosufficiente, si trova in uno stato soporoso o riceve nutrizione artificiale. La risposta è sì, sempre. La pulizia di denti, gengive, lingua e mucose non dovrebbe mai essere trascurata, neppure nelle fasi più delicate della malattia.
Quando una persona è costretta a letto, chi la assiste si concentra naturalmente sulle cure mediche, sul monitoraggio dei sintomi, sulle terapie farmacologiche. Tuttavia l’igiene orale è una parte fondamentale dell’approccio all’assistenza integrata: serve non solo a rimuovere i residui di cibo e a ridurre il rischio di infezioni batteriche, ma anche a prevenire complicanze serie come la polmonite ab ingestis, la candidosi orale, la xerostomia (la dolorosa sensazione di secchezza delle mucose) e l’alitosi.
Al di là degli aspetti clinici, l’igiene orale ha un impatto diretto sul benessere psicofisico del o della paziente: provare la sensazione di una bocca fresca e idratata aiuta a sentirsi curati e a migliorare la qualità della vita anche nei momenti più difficili. Per questo si raccomanda di eseguire l’igiene orale dopo ogni pasto o, dove non fosse possibile, almeno la mattina e la sera.

Cosa serve per la pulizia del cavo orale: materiali e strumenti

Prima di iniziare, è importante preparare tutti gli strumenti e creare un ambiente tranquillo e confortevole. Gli strumenti da utilizzare nello specifico per l’atto della pulizia vanno selezionati in base al livello di autonomia del o della paziente. In linea generale occorrono:

Come eseguire l’igiene del cavo orale: procedura per livello di autonomia

Il modo in cui ci si prende cura dell’igiene orale della persona allettata varia in base al suo grado di autonomia. Le procedure cambiano a seconda che la persona sia autosufficiente, semi-autonoma, totalmente dipendente o nutrita artificialmente, ma c’è un’attenzione che non deve mai mancare: agire sempre con delicatezza, rispetto e ascolto dei bisogni della persona. 

Igiene del cavo orale della persona autonoma

Se la persona allettata è ancora in grado di lavarsi i denti da sola, è fondamentale incoraggiarla a farlo in autonomia: conservare questa abilità residua è importante per il suo senso di indipendenza, la stima di sé e per il suo benessere psicologico.
In questo caso, il o la caregiver può occuparsi di preparare il contesto: mettere la persona in posizione seduta, posizionare un tavolino con catino e fornire gli strumenti necessari come spazzolino, dentifricio e asciugamano.
Questo consentirà alla persona di spazzolarsi i denti e sputare nel catino l’acqua in eccesso in totale autonomia. Se sono presenti lievi difficoltà motorie, può essere utile preferire uno spazzolino elettrico o avere l’ausilio di un’impugnatura, in modo da rendere il gesto molto più agevole preservando il più possibile l’indipendenza.

Frequenza raccomandata: almeno 2 volte al giorno, dopo i pasti principali.

Igiene del cavo orale della persona semi-autonoma

Se la persona non è in grado di spazzolarsi i denti da sola, ma riesce a tenere la bocca aperta, seguire le indicazioni e sputare i liquidi, l’intervento di chi assiste diventa fondamentale. In questo caso infatti è il o la caregiver a occuparsi della pulizia di denti, gengive e lingua.

Chi assiste dovrà anzitutto indossare guanti e avere a portata di mano tutti gli strumenti che serviranno. A quel punto potrà aiutare la persona a posizionarsi seduta o con il letto inclinato a 30-45°, angolazione indispensabile per ridurre il rischio di aspirazione.
Si potrà quindi procedere a pulire delicatamente denti, gengive e lingua. Se è presente una modesta disfagia (difficoltà di deglutizione) sarà utile ridurre al minimo la quantità di acqua usata per il risciacquo, e sarà bene verificare che tutto il liquido venga sputato completamente prima di asciugare la bocca e adagiare nuovamente la persona.

Frequenza raccomandata: almeno 2 volte al giorno.

Igiene del cavo orale nel o nella paziente totalmente dipendente

Nelle fasi in cui la persona malata si trova in uno stato soporoso e non è in grado di rispondere agli stimoli o collaborare attivamente, la pulizia si esegue con uno scovolino di gommapiuma monouso, facilmente reperibile in farmacia. La procedura, da eseguire sempre con la massima delicatezza, è la seguente:

  1. Indossare guanti monouso.
  2. Posizionare il o la paziente di fianco (decubito laterale): questa manovra è fondamentale per far sì che i liquidi scivolino all’esterno evitando così il rischio di aspirazione.
  3. Inumidire lo scovolino di clorexidina o con acqua e bicarbonato (composti non alcolici) e strizzare bene l’eccesso.
  4. Detergere denti, gengive, palato, lingua e mucose delle guance con movimenti delicati.
  5. Applicare un lubrificante sulle labbra per prevenire screpolature.

Frequenza raccomandata: almeno 3 volte al giorno.

Per vedere tutti i passaggi nel dettaglio, ti invitiamo a guardare il video tutorial realizzato da Nadia Tosi, infermiera dell’équipe VIDAS

Il presente video tutorial non sostituisce la consulenza del medico curante.

Igiene del cavo orale della persona disfagica e nutrita artificialmente (PEG/SNG)

Un errore comune è pensare che chi non si alimenta per via orale, ma riceve nutrimento attraverso un sondino naso-gastrico (SNG) o una gastrostomia percutanea (PEG), non abbia necessità di effettuare l’igiene del cavo orale: al contrario, spesso questi pazienti tendono a dormire a bocca aperta e, in assenza di pulizia, le mucose si seccano rapidamente favorendo lesioni, cattivi odori e proliferazione batterica.
Per evitare il rischio di aspirazione salivare, è consigliabile l’uso di un aspiratore orale e di soluzioni a basso volume. Si raccomanda l’igiene orale almeno una volta al giorno, ponendo la massima attenzione alla lubrificazione delle mucose. Se la persona allettata porta una protesi dentaria, questa va rimossa, pulita separatamente con scovolino e riposizionata correttamente.

Igiene del cavo orale nella persona in coma

Nei e nelle pazienti in coma, l’igiene del cavo orale è una procedura di tutela della salute che non può essere omessa. Le secrezioni salivari e la proliferazione batterica presente nella bocca in assenza di pulizia regolare, sono infatti tra le principali cause di broncopolmonite da aspirazione, una delle complicanze infettive più frequenti che va però prevenuta utilizzando massima cautela.

In questi contesti, le linee guida infermieristiche raccomandano l’igiene orale ogni 2-4 ore con soluzione ad esempio a base di clorexidina 0,12-0,2% o di acqua e bicarbonato di sodio. Se i pazienti sono assistiti a casa o in hospice, la frequenza viene modulata sulla base delle condizioni cliniche, ma non dovrebbe mai scendere sotto le 3 volte al giorno.

Chi si occupa dell’igiene orale delle persone malate allettate in hospice o al domicilio

Ogni consiglio che abbiamo condiviso è il frutto dell’esperienza quotidiana delle nostre équipe multidisciplinari. In VIDAS, l’igiene del cavo orale viene infatti eseguita sia all’interno dei nostri Hospice Casa VIDAS e Casa Sollievo Bimbi, che accolgono adulti e bambini con malattie inguaribili, sia al domicilio del paziente

Nei percorsi di assistenza VIDAS, sono due le figure professionali che si occupano di questa attività: da un lato gli infermieri e le infermiere che ogni giorno assistono i pazienti negli aspetti sanitari e nei bisogni primari di cura; dall’altro gli operatori e le operatrici socio-sanitari (OSS), responsabili dell’accudimento e dell’igiene delle persone malate. Le due figure si coordinano e lavorano in stretta sinergia con il personale medico per garantire un’igiene orale e in generale cure e attenzioni costanti, personalizzate sulle esigenze di ogni persona. In particolare, al domicilio è importante l’educazione sanitaria rivolta ai parenti e caregivers che si occupano dell’assistenza della persona 24h su 24.

Per saperne di più, scopri i nostri servizi di assistenza oppure consulta la sezione dedicata a tutti i consigli per caregivers che assistono persone care in casa.

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