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Come assistere una persona malata in casa

Assistere un malato in casa significa prendersi carico di tutte le sue esigenze quotidiane, che possono essere di vario tipo e più o meno impegnative, in base ad una serie di fattori familiari, sanitari e caratteriali di chi assiste e di chi viene assistito. La figura di riferimento che si occupa della gestione della persona malata in casa è definita caregiver: è spesso un familiare, ma può essere anche un amico o un badante. Non deve possedere competenze specifiche pregresse, quanto piuttosto la capacità e la volontà di stare accanto a chi soffre, essergli di aiuto nei piccoli gesti quotidiani e interfacciarsi con il personale sanitario. È evidente tuttavia che assistere a domicilio un proprio caro malato richiede un impegno fisico e psicologico importante, determinato dal senso di responsabilità, dalla preoccupazione per la salute del malato e dal legame affettivo che li unisce. Ecco perché le équipe assistenziali VIDAS si occupano anche della formazione e dell’assistenza ai caregiver, fornendo loro tutti gli strumenti e le competenze necessarie per prendersi cura della persona malata: dalle piccole manovre di assistenza fino alla somministrazione di un farmaco, sono tanti i gesti quotidiani che un caregiver deve essere in grado di svolgere in maniera autonoma. Tra questi ci sono anche la sostituzione del sacchetto delle urine, la prevenzione delle piaghe da decubito e il cambio del pannolone, tre attività che spiegheremo meglio di seguito, anche con l’ausilio di tre video tutorial realizzati in collaborazione con Elisabeth Jimenez, operatore sociosanitario VIDAS.

1 – Come prevenire le piaghe da decubito con i cuscini

Le lesioni da compressione, dette anche piaghe da decubito, sono delle lesioni cutanee che si manifestano a seguito di lunghi periodi di immobilità, ad esempio quando la persona malata è costretta a restare a letto per molto tempo. La posizione statica obbliga i tessuti molli a rimanere a contatto con il materasso, causando una compressione dei vasi sanguigni e quindi una bassa affluenza di sangue, con conseguente aumento della pressione e possibile ostruzione dei vasi. Le zone del corpo più soggette a piaghe sono la zona sacrale, i talloni e la parte esterna delle cosce, ma in generale tutto il corpo può essere interessato da vaste zone di compressione. Se non curate adeguatamente, le piaghe possono infettarsi e intaccare anche gli strati sottocutanei, peggiorando lo stato di salute generale della persona malata.

La soluzione migliore per prevenire la formazione di vesciche e piaghe in persone immobilizzate a letto è l’utilizzo di alcuni ausili, come ad esempio i cuscini antidecubito, ma si possono utilizzare anche i cuscini di casa per alternare il fianco di appoggio. Per farlo bastano due o tre cuscini: un cuscino sotto la testa per evitare che la schiena sia sempre appoggiata, un cuscino dietro la schiena per muovere la persona sul fianco e un cuscino all’altezza delle ginocchia per mantenere sempre le gambe flesse e morbide. Purtroppo, alcune persone sono più predisposte alla formazione di flitteni e vesciche, per cui è sempre bene verificare costantemente lo stato della cute per individuare le lacerazioni al loro insorgere.

Guarda il video tutorial:

2 – Come sostituire il sacchetto delle urine

Se il paziente assistito in casa è impossibilitato ad urinare, si procede con la cateterizzazione, ossia con l’inserimento di un catetere nella vescica allo scopo di drenarne il contenuto. Si tratta di un intervento delicato, che deve essere effettuato da personale specializzato, e non privo di rischi, vista l’alta percentuale di possibilità di causare un’infezione urinaria. Il catetere vescicare è composto da un tubicino sottile e flessibile collegato ad un sacchetto per raccogliere le urine, che invece può essere cambiato dal caregiver quando è pieno. Di norma si fa il mattino, ma il paziente potrebbe avere una diuresi abbondante ed è bene verificare durante la giornata se si riempie. Per sostituire il sacchetto delle urine è necessario eseguire le seguenti operazioni:

Guarda il video tutorial:

3 – Come cambiare il presidio assorbente (pannolone)

Tra i presidi per l’incontinenza urinaria e/o fecale sono da annoverare anche i pannoloni, da usare in alternativa al catetere. In questo caso assume particolare importanza la scelta della taglia e della tipologia di pannolone più adatta alle esigenze del malato, in modo da ridurre il più possibile il rischio di fuoriuscite di urina. Il presidio assorbente andrebbe inoltre cambiato ogni tre ore circa, eccetto che durante la notte, quando è possibile tenerlo più a lungo per non disturbare il sonno.

La sostituzione di un presidio assorbente è un’operazione abbastanza semplice, ma il suo grado di complessità varia a seconda della maggiore o minore capacità del paziente di collaborare. Prima di procedere occorre indossare un paio di guanti e preparare spugne e sapone per l’igiene intima, oltre ad un catino di acqua tiepida e al pannolone pulito. Per rimuovere il pannolone sporco bisogna eseguire alcuni semplici passaggi:

Guarda il video tutorial:

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