Ti serve assistenza sanitaria?
13.01.2022  |  Cultura

Come parlare di morte ai ragazzi?

Condividi

Domanda non facile, che ogni genitore, insegnante, nonno si è posto, almeno una volta. Beatrice Masini, autrice di libri per bambini e per adulti, risponderebbe che si può scriverne. Più di quelle dette, anzi, le parole scritte hanno la capacità di modellare percorsi di pensiero, riflessione, dialogo. Ne abbiamo parlato insieme.

A tu per tu con la scrittrice

Beatrice Masini dirige la casa editrice Bompiani dall’autunno 2015 ma, prima e accanto a questo ruolo da direttore, è una traduttrice (niente di meno che della saga di Harry Potter) e una scrittrice, innanzitutto e con maggior notorietà, di libri per bambini e ragazzi. Nell’ultimo numero del nostro quadrimestrale abbiamo citato Il buon viaggio (Carthusia) tra i libri per avvicinare, con i nostri piccoli, le emozioni difficili, ma più volte, nel corso della sua carriera, Beatrice ha affrontato i temi del distacco e della separazione. Le abbiamo chiesto di raccontarci come è stato.

“Credo che i  libri per bambini  e ragazzi debbano parlare della vita, magari attraverso le fantasticherie e i viaggi altrove, ma possano ‘dire cose’ (e non intendo ‘portare messaggi’) e stare agganciati alla realtà. Giocoforza i temi del dolore, separazione, morte sono stati costanti, per me, in tanti anni di lavoro.”

Affrontare il dolore e la separazione

“Il tema della relazione con qualcuno che non c’è più si trova in due dei miei primi romanzi. Uno è della fine degli anni Novanta e s’intitola Bimbo d’ombra (edizioni Arka). Racconta il legame tra due fratelli, uno più piccolo, che non c’è più, che ricompare sopra l’armadio e riprende con l’altro, dopo la morte, una conversazione. Ancora, nel ’98, ho scritto Se è una bambina (ora è nella BUR ragazzi). Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, è il dialogo con la mamma morta sotto i bombardamenti di una bambina di cinque o sei anni che deve cavarsela da sola. In parte è la storia di mia madre rimasta orfana da piccola.

In altri tre casi, più recenti, Il buon viaggio, Si può e La casa con tante finestre (tutti editi da Carthusia) si è trattato di libri su commissione, con un progetto elaborato insieme, fatto di incontri con gli editori e vari specialisti.

Nessuno di questi è un racconto didascalico. Non contengono qualcosa di già dato ma portano dentro una storia e intorno a un tema. Io non dico ‘Le cose devono essere così, sono così’ perché le cose non sono mai semplicemente così – e non è facile tenere la barra. Vorrei che i miei libri fossero inutili nel senso migliore del termine, non a tema, non a tesi. Negli anni Novanta, più e diversamente da adesso, le storie su temi difficili venivano avvertite come non adatte ai bambini, apprezzate ma anche tenute a distanza, lette più dai grandi.”

Incontro con bambini e ragazzi

“Incontro perlopiù i miei lettori nelle scuole e in biblioteca e dunque ci sono sempre adulti che fanno da mediatori: sono loro a invitare i ragazzi alla lettura e più di me rispondono ai dubbi e alle domande. Questa mediazione mi permette così di riportare gli interrogativi alla dimensione della pura storia, della pura narrazione  (anche se rispondo con sincerità alle domande, anche molto esplicite). È importante che, in queste conversazioni, emerga che scrivere e leggere storie così è un modo per parlare di chi e dove siamo su un altro tavolo. Aiuta a pensarci sopra, magari non in  quel  momento, perché i libri riaffiorano, restano, ci costringono a tornare indietro secondo percorsi mutevoli e imprevedibili.

Il bello dei libri è che rendono possibile entrare nelle vite degli altri, fare esperienze che non sono le tue o lo sono solo in parte, con quel misto di partecipazione e distacco che è la molla del gioco: sparisci dentro la storia, ti fai inghiottire e poi riemergi, e una volta fuori ne parli con qualcun altro, ragazzino come te o adulto. Libri come ponti di incontro e momenti di scambio.”

Il servizio di supporto al lutto di VIDAS

VIDAS offre un servizio di sostegno psicologico al lutto per tutti coloro che sentono l’esigenza di essere accompagnati durante il doloroso percorso di elaborazione di un lutto. Le modalità di sostegno sono diverse, a seconda delle esigenze di chi le richiede. Per maggiori informazioni è possibile scaricare la brochure informativa o contattare il numero 02.3008081.

Scopri tutte le categorie di racconti VIDAS

Operatori
Scopri ora
Volontari
Scopri ora
Donatori
Scopri ora

Scopri tutte
le categorie
di racconti
VIDAS

Novità

La sezione novità è dedicata a te, per rimanere sempre al passo con ciò che succede in VIDAS: qui troverai tutti gli aggiornamenti sulle attività e le nuove possibilità per sostenerci, i prossimi eventi e le iniziative culturali in programma.
Scopri tutti gli articoli

Cultura

Un’intensa attività culturale affianca da sempre quella assistenziale: in questa sezione approfondirai la filosofia ispiratrice di VIDAS e aprirai la mente a una riflessione più ampia su tematiche esistenziali e sociali, sul vivere e sul morire.
Scopri tutti gli articoli
back to top
Stai navigando con Internet Explorer, non tutte le funzionalità di questo sito vengono garantite su questo browser. Per navigare il sito in sicurezza ti consigliamo di usare Chrome, Safari o Firefox.