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08.03.2018  |  Cultura

“Milano è donna”, il libro che aiuta Casa Sollievo Bimbi

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Scorrono veloci volti, sentimenti, vittorie, sconfitte, speranze, impegno, costanza fatica, sì scorrono veloci ma non meno intensi forti nelle storie di donne che, con ruoli e competenze diverse, hanno contribuito a rendere grande Milano. Non c’è clamore, non c’è ricerca di protagonismo, ma c’è tanta vita vissuta nello svolgere il proprio dovere piccolo o grande che sia.

La cultura, la società, la musica, la scienza, l’impegno civile, l’arte, la sostenibilità, l’architettura, la psicologia, l’imprenditoria e ancora tanti altri i settori e gli ambiti che vedono oggi donne in prima linea. Un impegno caratterizzato spesso da qualità che “fanno la differenza” come flessibilità, intuizione, organizzazione, rigore, ma anche capacità di inventarsi con uno sguardo aperto al futuro e al cambiamento.

Luisa Mariani e Giovanni Zaccherini, gli autori del libro Milano è donna. Le milanesi che fanno grande la città, con cura e attenzione hanno raccolto numerose interviste di milanesi impegnate ogni giorno nel loro lavoro protagoniste della vita cittadina: “Milano è animata, innovata e plasmata dalle donne protagoniste della vita cittadina come forse in nessun’altra città d’Italia – scrive la vicesindaca Anna Scavuzzo nella prefazione – dalle piccole incombenze quotidiane ai grandi risultati in campo economico, sociale, artistico e culturale, molti dei quali raccontati nelle pagine di questo libro”.

Un libro che l’autrice e l’autore hanno voluto dedicare a due donne combattenti, straordinarie nel loro impegno civile e politico, che non ci sono più: Giovanna Cavazzoni (fondatrice di Vidas) e Claudia Ruggerini “Marisa” (neuropsichiatra e partigiana) compagne di strada per un tratto della loro vita.

La ricordo bene l’intervista (pag. 78 del libro) con Giovanna, come sempre,  l’avevamo riletta più volte ed era stata una bella occasione per chiacchierare e confrontarci  sui concetti di liberazione e integrazione della donna visti da generazioni lontane. Poi, come spesso accadeva, la risposta le veniva giù di getto e la penna scorreva veloce:

Sicuramente molti sono stati i passi compiuti verso una liberazione della donna in termini di diritti civili nella società (…). Ma la strada è ancora lunga per un reale processo di integrazione, termine che non mi piace comunque. Parlerei piuttosto di valorizzazione delle differenze e riconoscimento del merito. Ancora oggi, per esempio, troppe donne hanno stipendi e ruoli inferiori rispetto ai colleghi pur avendo di frequente pari o anche maggio preparazione a livello di studio ed esperienza.

La strada è ancora lunga, hai ragione Giovanna, ma l’esempio di tante donne che ieri come oggi combattono ancora le loro battaglie per il rispetto e la dignità nella vita personale, pubblica e lavorativa è un patrimonio vivo che ci richiama ogni giorno all’impegno e  le donne del tuo Vidas quotidianamente ne sono testimonianza.

Milano è donna è un bel libro, racconta di un  patrimonio della città, fatto di figure discrete, armate di poche parole e molte opere, capaci di rendere l’impossibile  improvvisamente possibile. Milano è donna è anche un libro “buono” perché, grazie alla sensibilità degli autori e dell’editore, una parte del ricavato delle vendite verrà destinato alla Casa Sollievo Bimbi che sta nascendo accanto all’hospice Casa Vidas.

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