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04.08.2026  |  Approfondimenti

Eredità senza figli e coniuge: a chi va la successione

Chi eredita quando mancano figli o coniuge? Scopri le regole della successione legittima e come scegliere liberamente a chi lasciare i tuoi beni.

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Eredità senza figli e coniuge: a chi lasciare la successione
A chi va l’eredità di una persona che muore senza figli e senza coniuge? Per poter rispondere in maniera corretta è anzitutto necessario introdurre il concetto di testamento, che in termini legislativi si definisce come “L’atto con cui si dispone dei propri beni per il tempo successivo alla propria morte”. Quando non c’è un testamento è la legge a indicare chi eredita, seguendo un ordine preciso tra i parenti più prossimi della persona scomparsa.
Quando invece un testamento c’è, lo spazio di scelta diventa molto più ampio. Chi non ha eredi diretti può decidere con maggiore libertà a chi affidare i propri beni e trasformare il proprio patrimonio in un gesto capace di continuare a generare cura.
In questo articolo scopriremo insieme come funziona l’eredità senza figli e senza coniuge, chi sono gli eredi previsti dal Codice Civile e quanto margine resta per scegliere, in modo consapevole, a chi lasciare ciò che si possiede.

Come funziona la successione legittima in assenza di figli e coniuge?

Quando viene a mancare una persona che non ha redatto un testamento valido, si apre un processo definito di “successione legittima”: questo significa che è la legge, non la volontà di chi ci ha lasciato, a stabilire chi eredita e in quale proporzione.
Le cose cambiano qualora esistesse un testamento: in quel caso si può parlare di “successione testamentaria”, e ciò vuol dire che la persona, definita anche “testatore” ha potuto scegliere di sua volontà, anche se rispettando certi limiti, come distribuire il proprio patrimonio.
Con l’eredità senza testamento, l’assenza di figli e di un o una coniuge sposta automaticamente i diritti su altri parenti, secondo un ordine che vedremo nel prossimo paragrafo.
Con un testamento, invece, si apre uno spazio di libertà, ed è in questo scenario, infatti, che si inserisce la possibilità di effettuare un lascito testamentario solidale a VIDAS e garantire cure palliative a tutte le persone più fragili che vengono assistite dalla nostra équipe multidisciplinare quotidianamente.

Chi sono gli eredi legittimi di una persona single senza figli?

La normativa italiana in materia di successioni segue un principio semplice: i parenti prossimi escludono quelli più lontani.
In assenza di figli e di coniuge, la successione legittima segue questo ordine:

Può accadere, ad esempio, che la presenza di un fratello o di una sorella escluda dalla successione cugini o pronipoti, anche quando sono state proprio queste persone a offrire vicinanza e sostegno negli ultimi anni di vita.
Noi di VIDAS sappiamo quanto la presenza quotidiana e l’affetto possano essere preziosi per chi affronta una malattia inguaribile e per le persone care. Quando però si apre una successione, entrano in gioco regole precise, che non sempre coincidono con la storia degli affetti: conoscerle aiuta a compiere scelte più consapevoli.

Quando muore una persona senza figli, a chi va l’eredità? Tre esempi

Per capire meglio come funzionano le regole della successione, può essere utile partire da tre esempi pratici. Tre storie concrete, capaci di rendere più chiari sia i meccanismi della successione sia i numeri che li accompagnano.

Anna muore senza figli e senza coniuge, lasciando due fratelli viventi: il patrimonio si divide tra loro, in una successione legittima tra fratelli semplice e senza complicazioni: metà del patrimonio di Anna andrà a un fratello e l’altra metà all’altro.

Giovanni muore senza figli, senza coniuge e senza genitori viventi. Aveva due fratelli: uno è ancora vivo, l’altro è morto anni prima lasciando due figli. Questa situazione specifica rientra nel caso in cui i nipoti, ovvero i figli di un fratello o una sorella già deceduti, subentrano come eredi al posto dei genitori. Perciò, tornando al caso dell’eredità di Giovanni, il fratello vivente eredita metà del patrimonio, mentre l’altra metà passa ai due figli del fratello deceduto, in parti uguali. È l’applicazione del cosiddetto diritto di rappresentazione: i nipoti prendono il posto del fratello che non può più ereditare.

Carlo muore senza coniuge, senza figli, senza genitori e senza fratelli. Restano solo due zii e tre cugini. Ereditano gli zii, perché secondo l’albero genealogico di famiglia sono loro i parenti di grado più vicino: i cugini, più lontani, non ricevono nulla. Vale lo stesso principio per l’eredità di uno zio senza figli: a ereditare sono sempre i parenti di grado più prossimo rimasti.

E se c’è un coniuge ma non ci sono figli?

La successione di una coppia senza figli segue regole diverse, perché in questa situazione la divisione dipende da quali altri parenti (genitori, fratelli o sorelle) sono ancora in vita insieme al o alla coniuge.

Prima di procedere va però chiarito subito un punto molto importante, che genera spesso confusione: un o una convivente di fatto, per quanto stabile, duratura o affettuosa sia la relazione, non è considerato o considerata erede dalla legge se non c’è stato un testamento a suo favore. Il termine coniuge comprende e tutela invece anche le parti di un’unione civile, oltre ovviamente alle persone che si sono unite in matrimonio.

Quando il o la coniuge o una parte dell’unione civile è presente ma non ci sono figli e non c’è un testamento, gli scenari possibili sono tre:

Un chiarimento utile: la separazione dei beni non ha nulla a che fare con la successione. Con “separazione dei beni” infatti si fa riferimento al regime patrimoniale scelto dai coniugi durante il matrimonio o la loro unione civile, non riguarda in nessun modo la divisione dell’eredità. Anche per i coniugi in regime di separazione dei beni valgono le stesse regole successorie appena descritte.

Come lasciare tutto al coniuge senza figli?

Quando si condivide una vita intera con una persona cara, il desiderio più grande è sapersi reciprocamente al sicuro in futuro.
Tutelare la persona che amiamo è, a tutti gli effetti, un profondo atto di cura. Per questo, se si desidera proteggere al massimo il o la coniuge, lo strumento più prezioso e concreto che si ha a disposizione è il testamento: attraverso questo documento si può scegliere di destinare al proprio marito o alla propria moglie non solo la parte di eredità che la legge già gli riserva, ma anche la cosiddetta “quota disponibile”, accrescendo così la sua tutela e garantendogli la massima serenità per il futuro.
Tuttavia, è necessario fare attenzione alla differenza fondamentale tra quota di legittima e quota disponibile. Chi redige il testamento deve riconoscere a favore di determinati soggetti una quota minima del suo patrimonio: questa è la quota che si definisce di legittima e riguarda gli eredi legittimari, ovvero familiari stretti o diretti (nel caso di una coppia senza figli parliamo di genitori o nonni, se i genitori non sono più in vita).
Ciò che resta della quota di legittima è invece la quota disponibile, e di questa il testatore può disporre a suo piacimento.

Facciamo un esempio: se i genitori del defunto sono ancora in vita, sono legittimari anche loro della quota di legittima, che non si può cancellare con un testamento. I fratelli e le sorelle, invece, non sono legittimari, quindi non hanno una quota protetta.
Questo significa che se oltre al coniuge del defunto si affiancano solo fratelli o sorelle, il testamento può azzerare la loro parte (in quanto non legittimari) e destinare l’intera quota disponibile alla moglie o al marito. Se invece sono ancora vivi i genitori, la loro quota di legittima resta intoccabile, e il margine di libertà è più ridotto.
In presenza di un testamento in cui il o la coniuge sono nominati come eredi universali, si aprono due scenari:

Posso scegliere liberamente a chi lasciare i miei beni?

Secondo la legge, colui o colei che deve decidere come disporre del suo patrimonio deve necessariamente lasciare una parte della sua eredità (la quota di legittima) ai legittimari: questi sono il coniuge o la parte dell’unione civile, i figli e i loro discendenti o, nel caso in cui non ci siano figli, i genitori oppure i nonni (se non presenti i genitori). 

La conseguenza più significativa riguarda però chi non ha né coniuge né figli né genitori viventi: non avendo legittimari da tutelare né quote di legittima alle quali essere vincolato, può disporre dell’intero patrimonio come preferisce, anche a favore di parenti lontani, di persone che non sono parenti, o di un Ente del Terzo settore.
Per far valere la propria scelta è, però, indispensabile un testamento redatto correttamente. Chi vuole redigere un testamento valido può farlo anche senza recarsi per forza da chi esercita la professione notarile, purché rispetti alcune regole formali precise.

Gli errori più comuni da evitare

Redigere un testamento è sicuramente un grande atto di responsabilità e, proprio per il grande valore emotivo e sociale che questo documento racchiude, è un passo da compiere con la giusta consapevolezza.
I quattro errori che ricorrono più spesso nascono quasi sempre dal non aver considerato accuratamente alcuni dettagli, e sono:

Il lascito solidale: un modo per decidere a chi lasciare la propria eredità

Chi non ha coniuge né figli a cui lasciare i propri beni, ha nelle mani una possibilità preziosa: scegliere di lasciare la propria eredità, o una parte di essa, a sostegno di una causa in cui crede davvero.
Lo può fare attraverso il lascito solidale, uno strumento sicuro che non lede in alcun modo i diritti dei propri cari o degli eventuali eredi legittimari, poiché riguarda esclusivamente la cosiddetta “quota disponibile“, ovvero quella parte del proprio patrimonio di cui si può disporre in totale libertà.
Un testamento solidale è un gesto d’amore profondo che si trasforma in aiuto tangibile. È anche grazie a queste scelte che la nostra équipe multidisciplinare può continuare a essere ogni giorno accanto alle persone affette da malattie inguaribili e alle loro famiglie, portando assistenza, dignità e calore umano proprio dove c’è più bisogno.

Tra le persone che hanno fatto questo scelta c’è uno dei nostri donatori più cari, Franco, che ci sostiene dal 2002 e dal 2019 ha deciso di farlo anche attraverso un testamento solidale in ricordo di un amico cui era stato accanto fino alla fine. Anziché scegliere tra donazione o testamento solidale, ha raddoppiato il suo gesto d’amore.

Se vuoi capire come funziona un lascito solidale a favore di VIDAS e scoprire come il tuo supporto può trasformarsi in cura e sollievo per adulti e bambini, richiedi la nostra Guida gratuita ai lasciti testamentari.

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