
Mercoledì 2 dicembre i Virtuosi del Teatro alla Scala saliranno sullo storico palco milanese per un concerto a sostegno di Casa Sollievo Bimbi. Un appuntamento, ogni anno sempre più atteso, che unisce musica e solidarietà e richiama l’attenzione sulle cure palliative pediatriche e sull’assistenza gratuita ai bambini con malattie inguaribili e alle loro famiglie.
Protagonista della serata sarà l’ensemble formato da musicisti del Teatro alla Scala, con un programma composto da tre particolari brani settecenteschi caratterizzati da leggerezza, intensità e ironia. Abbiamo chiesto a Stefano Curci, Presidente e fondatore dei Virtuosi del Teatro alla Scala, di raccontarci qualche aneddoto sul concerto.
Innanzitutto, come nascono i Virtuosi del Teatro alla Scala?
Siamo un gruppo di musicisti del Teatro alla Scala, nato circa vent’anni fa. Da pochi mesi sono in pensione, ma un musicista non ci va mai davvero: continuo quindi con grande convinzione la mia attività nei Virtuosi. Una nostra caratteristica fondamentale è che suoniamo senza direttore. Questo ci valorizza e, allo stesso tempo, ci responsabilizza molto. Durante le prove ciascuno porta la propria idea e contribuisce all’interpretazione del brano. Decidiamo insieme il tempo, i passaggi da mettere in evidenza e quale impronta dare all’esecuzione. È un lavoro che richiede ascolto, confronto e scelte condivise. Diventa un vero e proprio lavoro d’équipe, e mi piace pensare che richiami quello svolto ogni giorno dall’équipe sociosanitaria di Casa Sollievo Bimbi.
Quale percorso musicale avete immaginato per il concerto del 2 dicembre?
Abbiamo scelto un programma allegro e giocoso: apriremo con la Sinfonia dei giocattoli, proseguiremo con La casa del diavolo e concluderemo con Ein musikalischer Spaß, cioè Uno scherzo musicale.
La particolarità della Sinfonia dei giocattoli è appunto l’uso di strumenti giocattolo che dialogano con gli archi: la raganella, un piccolo tamburo, la quaglia, il cuculo e l’usignolo. Strumenti semplici, ma capaci di rendere subito riconoscibile il carattere giocoso del brano.
Al centro del programma abbiamo inserito un contrasto più drammatico con La casa del diavolo di Boccherini. Boccherini era un violoncellista e si pensa che abbia suonato nel Don Giovanni di Gluck. Potrebbe quindi avere ripreso alcuni piccoli aspetti musicali da questa composizione, che racconta la discesa di Don Giovanni all’inferno.
Il finale torna invece all’ironia con Mozart: in Uno scherzo musicale il compositore inserisce volutamente errori, note sbagliate e dissonanze per prendere in giro i musicisti mediocri che affollavano le corti. Anche noi probabilmente accompagneremo l’esecuzione con qualche piccolo sketch, coerente con lo spirito della partitura: magari qualcuno si alzerà o darà un colpetto con l’archetto sulla testa di un collega!
Che cosa spera che il pubblico porti con sé dopo il concerto?
Spero che il pubblico colga il valore del gioco, dello scherzo e soprattutto dell’ironia, che possono rendere meno pesanti anche le situazioni difficili. L’ironia non cancella il dramma, ma può aiutare ad attraversarlo e a guardarlo da una prospettiva diversa.
Il programma racconta proprio questo percorso: all’inizio il gioco, al centro il dramma e alla fine l’ironia che riesce a prevalere. Mi piace pensare che, in un certo senso, Mozart sconfigga il diavolo e che il male venga racchiuso e superato attraverso la musica.
Una serata all’insegna della passione per la musica e del gioco, con straordinari brani di grandi compositori come Mozart e Boccherini. L’appuntamento del concerto VIDAS al Teatro alla Scala di Milano celebra la musica classica insieme alla meravigliosa esecuzione dei Virtuosi della Scala.
Non mancare, l’amore per la musica sostiene Casa Sollievo Bimbi!
Biglietti in prevendita su vivaticket.it