Le cure palliative parlano lingue diverse, attraversano culture e contesti lontani tra loro, ma condividono lo stesso obiettivo: garantire dignità, accompagnamento e qualità di vita a persone con malattie inguaribili.
È con questo spirito che il 1° ottobre VIDAS ha accolto una delegazione di Boehringer Italia e dell’associazione brasiliana Favela Compassiva, nata nelle favelas di Rocinha e Vidigal, a Rio de Janeiro, per offrire assistenza e supporto alle persone con patologie inguaribili attraverso il coinvolgimento della comunità locale e di una rete multidisciplinare di professionisti sanitari.
L’incontro, a cui hanno partecipato il Direttore Generale di VIDAS Antonio Benedetti, la Direttrice Sociosanitaria Giada Lonati, Alexandre Ernesto Silva, fondatore di Favela Compassiva, e Giacomo Cortese, Head of HR CoEs di Boehringer Italia, si inserisce nel percorso di mentorship sviluppato nell’ambito di Making More Health (MMH), iniziativa promossa da Boehringer Italia con il supporto di Ashoka per sostenere progetti innovativi ad alto impatto sociale.
Infermiere, docente universitario e dottore di ricerca in Cure Palliative, Alexandre Silva ha fondato Favela Compassiva nel 2018 partendo dal modello delle compassionate communities, una rete di cittadini e professionisti che si prende cura delle persone più fragili attraverso relazioni di prossimità, supporto sanitario e partecipazione della comunità.

La visita a Milano nasce dal desiderio di conoscere da vicino l’esperienza di VIDAS e approfondirne il modello organizzativo e sociosanitario, con uno sguardo rivolto al futuro.
Il sogno di Alexandre, infatti, è quello di realizzare un giorno una struttura ispirata all’esperienza di Casa VIDAS anche nel territorio in cui opera, offrendo alle persone delle favelas un luogo dedicato all’accoglienza, alla cura e all’accompagnamento nella malattia.
La giornata ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra due realtà che, pur operando in contesti molto diversi, condividono la convinzione che la comunità abbia un ruolo fondamentale nel garantire assistenza e dignità alle persone più fragili.
Per VIDAS, l’incontro ha rappresentato un’ulteriore occasione per mettere a disposizione competenze, esperienza e know-how maturati in oltre quarant’anni di attività, contribuendo alla crescita di iniziative che promuovono l’accesso alle cure palliative in diverse parti del mondo.
«Comprendere a fondo i bisogni del territorio è un passo imprescindibile per poter elaborare al meglio le risposte al bisogno. Il confronto con realtà così diverse e lontane ci aiuta a ricordare che la dignità della persona non ha confini. In VIDAS crediamo che fare rete rappresenti un’opportunità efficacie per diffondere la cultura delle cure palliative e del diritto alla cura, a difesa di questa dignità», ha commentato Antonio Benedetti, Direttore Generale di VIDAS.
Anche per Boehringer Italia l’incontro ha rappresentato un momento significativo all’interno del percorso di accompagnamento di Favela Compassiva.
«Il confronto tra la straordinaria realtà di Favela Compassiva e l’eccellenza di VIDAS dimostra come lo scambio di competenze possa accendere nuove prospettive e generare un valore sociale concreto per il futuro», ha dichiarato Giacomo Cortese, Head of HR CoEs di Boehringer Italia.
Dalle favelas di Rio de Janeiro a Milano, l’incontro tra Favela Compassiva e VIDAS dimostra come la cultura della cura possa generare connessioni capaci di superare confini geografici, sociali e culturali.
Quando conoscenze, esperienze e visioni vengono condivise, le cure palliative diventano non solo una risposta ai bisogni delle persone malate e delle loro famiglie, ma anche uno strumento di trasformazione delle comunità. Ed è proprio in questo scambio che prende forma una delle missioni più importanti di VIDAS: contribuire a costruire un futuro in cui cura e dignità siano accessibili a tutti, ovunque nel mondo.
