Raccontare la cura significa trovare parole e immagini capaci di restituirne la complessità. Significa parlare di competenze e assistenza, ma anche di presenza, ascolto, relazioni. È da questa consapevolezza che ha preso forma il percorso realizzato dall’Università IULM in collaborazione con VIDAS nell’ambito della Didattica Residenziale Solidale: un’esperienza che ha portato gli studenti a confrontarsi da vicino con il significato del prendersi cura.
Il punto di arrivo del corso è stato un progetto di comunicazione nato proprio dallo sguardo degli studenti: “L’arte della cura: frammenti di vita”.
Per raccontare VIDAS, gli studenti hanno scelto di partire non dai luoghi o dai servizi, ma dalle persone che ogni giorno li abitano. Ad alcuni operatori è stato chiesto di scegliere un oggetto capace di parlare di sé e della propria esperienza: una candela, un paio di jeans, uno zaino da trekking, un paio di scarpe rosse, un pupazzo con un nome speciale.
Oggetti quotidiani, semplici, apparentemente lontani dal racconto della cura. Eppure capaci, una volta osservati da vicino, di custodire storie, ricordi, gesti e significati.
Da queste scelte sono nati un percorso fotografico, una campagna cartellonistica e brevi racconti in prima persona. Sono gli oggetti stessi a diventare narratori, testimoni silenziosi delle persone a cui appartengono e delle relazioni che hanno attraversato.
La cura appare per ciò che è anche nella sua quotidianità: accompagnamento, vicinanza, attenzione all’altro. Una trama fatta di professionalità, ma anche di piccoli gesti che lasciano una traccia.
Il progetto rappresenta così anche il senso più profondo dell’incontro tra Università e Terzo Settore: permettere agli studenti di mettere alla prova gli strumenti della comunicazione su temi complessi, imparando a trovare un linguaggio capace di avvicinarsi alla fragilità senza semplificarla.
Della cura restano tracce, gli oggetti e i ricordi, ma soprattutto le relazioni: frammenti di vita attraverso cui continuare a raccontare le persone e ciò che hanno condiviso.
La campagna sarà visibile durante il Festival INCONTRO 2026, dal 16 al 18 ottobre al Teatro Franco Parenti di Milano: un’occasione per scoprire da vicino il lavoro realizzato dagli studenti e ripercorrere il percorso che ha portato gli studenti dall’incontro con gli operatori alla costruzione del progetto finale. Un modo per condividere con un pubblico più ampio non solo il risultato, ma anche lo sguardo sulla cura maturato durante questa esperienza.